Una crociata inutile?
Halloween, il dolcetto scherzetto, i buoni cattolici.
Un tempo c’era il Carnevale. Dicono che fosse occasione di dissipazioni, regolamenti di conti, soddisfazione disordinata di tutti i piaceri. Ma il Carnevale che io ho conosciuto è quello delle bambine vestite da principesse che tirano coriandoli in Corso Italia: nulla di più innocente. Allora è lecita la domanda: quando e perché il Carnevale “grasso” è diventato la festa dei saloni parrocchiali o degli asili tenuti dalle suore?
Il quando non lo so. Ma forse il perché è che, come qualcuno ha detto, oggi è Carnevale tutti i giorni, e per questo non si sente il bisogno di fare Carnevale una volta all'anno. Ma in questa affermazione c’è del vero e c’è del falso. C’è del vero, perché ogni (fine)settimana è un’occasione per tuffarsi nella soddisfazione dei più bassi istinti; ma c’è anche del falso, perché oggi non ci si sente più in dovere di mettersi in maschera per soddisfare i propri istinti, anzi, gli stessi organismi educativi de facto (film, telefilm, canzoni, finanche la Walt Disney) presentano queste dissipazioni come uno standard di vita auspicabile dalla prima adolescenza.
Con questo sfondo in mente, ho assistito negli ultimi anni all’arrivo dagli USA di Halloween e contestualmente all'arrivo – direi dagli ambienti protestanti più duri e dallo stimabile cattolicesimo d'Oltrelalpe – della crociata contro Halloween. Premetto che non so. Non so rendermi conto se e dove la festa si possa trasformare in una sentina di immoralità, di invocazione di ambigui poteri occulti o in espresso satanismo, e i moniti di p. Amorth che di Diavolo se ne intende parecchio, mi inquietano.
E tuttavia, l’Halloween che conosco io è la festa delle ragazzine in maschera, una sorta di Carnevale a tema fuori stagione e nulla di più. Divertirsi in semplicità. E ogni anno rimango sempre più imbarazzato di fronte alle demonizzazioni e agli anatemi contro una festa che – lo confesso – mi sta pure simpatica, e ai goffi tentativi di sostituirla con iniziative iper-catto che i giovani etichettano al volo, e forse non a torto, come “sfigate” in partenza.
Stando a Wikipedia – mi si perdoni la pigrizia di non cercare altre fonti – le origini precristiane di questa festa sono solo ipotizzate… e nella mia testa da teologo smaliziato, questo suona come un tentativo goffo di satanizzare ciò che satanico non è. Si scopre così che il nome è cristiano – vigilia di (tutti i) santi – che è cristiana l’usanza delle zucche (ricordo delle anime del purgatorio) cristiana l’usanza di mendicare porta a porta il giorno dei Santi. E la domanda sorge spontanea: ma non è che stiamo combattendo la crociata sbagliata? Ma non è che anziché demonizzare dovremmo riscattare l'usanza cristianissima di scherzare sui fantasmi e sugli spiritelli?
Forse la vera crociata sarebbe quella di far capire che in tutto questo il Diavolo non c’entra, e che Satana è bene lasciarlo stare in ogni stagione dell’anno, non solo ad Halloween; e che Dio ha potere unico su tutto, tanto che posso vestirmi da fantasma, da zombie o da scheletro serenamente, perché si tratta di personaggi di fantasia, così come posso vestirmi da Arlecchino o da Pulcinella.
E poi... bisognerebbe ricordarsi più spesso che un buon esercito non può allargare troppo il fronte, pena indebolire le forze. Alimentiamo già le sacrosante crociate contro l’aborto, il divorzio, l’eutanasia, il gender. Sarebbe bello se ne inventassimo anche qualcuna “a favore di” e non soltanto “contro”, ad esempio la crociata per le vocazioni, per il giusto salario, per un’economia sostenibile (così divento politicamente corretto), per la preghiera dei laici. Ma… Halloween? Era proprio necessario?
Diceva un giornalista che in Italia se qualcosa è divertente, è proibito. È proibito sedersi sui gradini, camminare sui prati, giocare a palla al mare… A fare la crociata contro Halloween rischiamo soltanto di perdere presa sui giovani, che già vedono la Chiesa come una roba da gente vecchia che ha paura di divertirsi, un’istituzione molto italiana dove tutto quello che è divertente è proibito. E rischiamo di mettere sullo stesso piano le tante crociate, quelle sacrosante e quelle inutili, per cui il “ribelle” oggi si veste da zombie, domani abortisce, dopodomani divorzia…’tanto si sa che la Chiesa è contro tutto questo, ma io sono laico e faccio quello che mi pare.
Ma sono solo mie idee e non vorrei pestare i piedi a nessuno...
Con questo sfondo in mente, ho assistito negli ultimi anni all’arrivo dagli USA di Halloween e contestualmente all'arrivo – direi dagli ambienti protestanti più duri e dallo stimabile cattolicesimo d'Oltrelalpe – della crociata contro Halloween. Premetto che non so. Non so rendermi conto se e dove la festa si possa trasformare in una sentina di immoralità, di invocazione di ambigui poteri occulti o in espresso satanismo, e i moniti di p. Amorth che di Diavolo se ne intende parecchio, mi inquietano.
E tuttavia, l’Halloween che conosco io è la festa delle ragazzine in maschera, una sorta di Carnevale a tema fuori stagione e nulla di più. Divertirsi in semplicità. E ogni anno rimango sempre più imbarazzato di fronte alle demonizzazioni e agli anatemi contro una festa che – lo confesso – mi sta pure simpatica, e ai goffi tentativi di sostituirla con iniziative iper-catto che i giovani etichettano al volo, e forse non a torto, come “sfigate” in partenza.
Stando a Wikipedia – mi si perdoni la pigrizia di non cercare altre fonti – le origini precristiane di questa festa sono solo ipotizzate… e nella mia testa da teologo smaliziato, questo suona come un tentativo goffo di satanizzare ciò che satanico non è. Si scopre così che il nome è cristiano – vigilia di (tutti i) santi – che è cristiana l’usanza delle zucche (ricordo delle anime del purgatorio) cristiana l’usanza di mendicare porta a porta il giorno dei Santi. E la domanda sorge spontanea: ma non è che stiamo combattendo la crociata sbagliata? Ma non è che anziché demonizzare dovremmo riscattare l'usanza cristianissima di scherzare sui fantasmi e sugli spiritelli?
Forse la vera crociata sarebbe quella di far capire che in tutto questo il Diavolo non c’entra, e che Satana è bene lasciarlo stare in ogni stagione dell’anno, non solo ad Halloween; e che Dio ha potere unico su tutto, tanto che posso vestirmi da fantasma, da zombie o da scheletro serenamente, perché si tratta di personaggi di fantasia, così come posso vestirmi da Arlecchino o da Pulcinella.
E poi... bisognerebbe ricordarsi più spesso che un buon esercito non può allargare troppo il fronte, pena indebolire le forze. Alimentiamo già le sacrosante crociate contro l’aborto, il divorzio, l’eutanasia, il gender. Sarebbe bello se ne inventassimo anche qualcuna “a favore di” e non soltanto “contro”, ad esempio la crociata per le vocazioni, per il giusto salario, per un’economia sostenibile (così divento politicamente corretto), per la preghiera dei laici. Ma… Halloween? Era proprio necessario?
Diceva un giornalista che in Italia se qualcosa è divertente, è proibito. È proibito sedersi sui gradini, camminare sui prati, giocare a palla al mare… A fare la crociata contro Halloween rischiamo soltanto di perdere presa sui giovani, che già vedono la Chiesa come una roba da gente vecchia che ha paura di divertirsi, un’istituzione molto italiana dove tutto quello che è divertente è proibito. E rischiamo di mettere sullo stesso piano le tante crociate, quelle sacrosante e quelle inutili, per cui il “ribelle” oggi si veste da zombie, domani abortisce, dopodomani divorzia…’tanto si sa che la Chiesa è contro tutto questo, ma io sono laico e faccio quello che mi pare.
Ma sono solo mie idee e non vorrei pestare i piedi a nessuno...
Sono assolutamente d'accordo. Non sono contro i festeggiamenti di Halloween per principio. Semplicemente non mi interessano né interessano ai miei bambini, che ne hanno perfino un po ' paura (il che fa onore a loro che, in quanto bambini, prendono tutto molto sul serio. ..). Però non mi piace l'andazzo degli ultimi anni, per cui ci sentiamo tirati dentro, a forza, in festeggiamenti di cui non ci interessa nulla. Mi piacerebbe che tutti fossero davvero liberi di fare un po ' come gli pare....e invece, in questo come in altri ambiti. .o sei a favore o sei contro. Forse hai ragione tu Don...la colpa è molto anche di certo cattolicesimo un poco ottuso che porta a vedere tutto come una dicotomia fra bene e male....perdita di tempo, di senso e di energie. ..
RispondiEliminaSono d'accordo con Renata sull'obbligo di sentirsi tirati dentro a tutti i costi. Ma i gruppi che cosa devono fare allora? Proporre una festa che comunque non c'entra con la nostra tradizione, che non ha nessun senso ed è anche piuttosto fastidiosa? A me è piaciuta tanto l'iniziativa dell'Oratorio Salesiano di Varazze: al sabato pomeriggio di solito c'è il catechismo, con le varie attività, ma sarebbe stato difficile questo sabato radunare i ragazzi: in alternativa a Varazze c'era la festa di Halloween organizzata dai commercianti. Certo, un'occasione per costringere i genitori a comprare gadgets, kilogrammi di caramelle che spesso finiscono per essere gettate, truccabimbi di pessimo gusto e via dicendo...oppure a dire di no, l'ennesimo no a tutto ciò che la nostra società propone di "divertente e leggero" (e anche costoso!) ai nostri figli. Starne fuori non è possibile. Mi sembrava però che il Carnevale nella nostra tradizione ci fosse solo prima della Quaresima, se non sbaglio...e che bastasse.
RispondiEliminaL'Oratorio ha proposto allora una caccia al tesoro con tema su Santi e la castagnata finale. I miei bambini ne sono stati molto contenti! Quello che mi dispiace un po' è sentire etichettare queste iniziative come "ipercatto" e "sfigate". Anche perchè gli organizzatori si sono impegnati a fondo per organizzare questa "Caccia al Santo" e se mai leggessero questo commento ci rimarrebbero molto male. Non va mai bene niente. Se provi a contrastare o a dire di no sei un "buon cattolico" e spesso sono proprio i cattolici a dirtelo. Se invece segui la massa... ma in fondo va bene, dai è solo un dolcetto o uno scherzetto... Ma lo scherzetto piace alla gente spesso anziana che sta nei palazzi e che non sa neanche che cosa sia ' sta roba? Non lo so. Perchè 'sti ragazzini non suonano alle porte per portare un po' di compagnia, ma solo per chiedere, per ricattare. E siamo stati tutti ragazzi: lo scherzetto più innocente può ferire molto chi è solo, sempre che sia innocente... perchè spesso, non dimentichiamolo, a degenerare ci vuole un attimo. E allora il ragazzino che cerca di frenare non è forse l'unico "sfigato"? Io direi di non offrire l'ennesima occasione ai nostri bambini di combinarne qualcuna perché tanto è solo Halloween...e di non etichettare chi prova a dire no.
Grazie per i commenti: l'idea era proprio quella di tirar fuori la questione. E non volevo certo ferire la sensibilità di chi si industria per una buona causa.
EliminaIl mio problema in realtà era molto pratico: i "miei" ragazzi mi chiedono di organizzare una festa in maschera per Halloween. E che cosa gli dico? Che non si fa perché è satanista? Ma se - sempre con i miei ragazzi - devo combattere una crociata, restando in tema preferisco farlo sulle uscite del venerdì sera o sullo sfascio del sabato sera. E fare un Halloween sobrio e portarli tutti ad una super Messa il giorno dopo. Per fortuna ero impegnato e non si è posto il problema...
L'iniziativa dell'oratorio di Varazze è stata lodevolissima! E ce ne fossero! Ma il problema non sono i bambini, ma i ragazzi e i ragazzi grandicelli.
Quanto al dolcetto scherzetto... in realtà proprio non so cosa dire, perché dalle nostre parti non si fa :)
Certamente è un problema educativo. E come tale necessita di tempo e dei tempi giusti per svilupparsi. Non credo sia giusto trincerarsi dietro al "tanto non c'è niente da fare" sperare che passi in fretta (Halloween dura poco!) e poi l'anno prossimo ... lo stesso. Ben vengano le iniziative "parrocchiali" et similia, che come ha illustrato Lilla, intanto cominciano con l'educazione dei più piccoli. Mi rendo conto che è più difficile proporre a ragazzi e adulti qualcosa del genere, ma forse si può cominciare a parlarne, a far capire che non è tutto indifferente, che anche una festa non capìta in tutte le sue implicazioni può portare fuori strada. Si tratta di portare luce dove sono le tenebre, di farlo con la luce della fede e della ragione, durante tutto l'anno e non alla vigilia di Halloween, quando ormai è troppo tardi.
RispondiEliminaQuanto al "vedere tutto come una dicotomia fra bene e male", beh... c'è forse un'ampia zona grigia, indifferente? Padre Amorth può forse sembrare catastrofico, ma è falso ciò che afferma? Credo che la risposta migliore in questo caso l'abbia data C.S. Lewis quando afferma: "Vi sono due errori, uguali e opposti, nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei Diavoli. Uno è di non credere alla loro esistenza. L'altro, di credervi, e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano. I Diavoli sono contenti d'ambedue gli errori e salutano con la stessa gioia il materialista e il mago."
Forse le parole più adeguate su Halloween le ho lette in questo articolo di Marina Corradi su Avvenire (http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/la-vera-condizione-della-liberta.aspx) "C’è urgenza di trasmettere vita, voglia di vita, di bellezza, di essere madri e padri, ancora. Il grande compito, il testimone rimasto come sospeso nelle nostre mani - la gioia che, in un’Italia sazia e pacifica, forse non abbiamo saputo tramandare."